Alfabetizzazione IA e sicurezza sul lavoro: cosa cambia con l'AI Act e il D.Lgs. 179/2026
ChatGPT, Copilot, chatbot e software intelligenti fanno già parte della vita di molte imprese. Ma chi li utilizza sa riconoscerne rischi, limiti e responsabilità?
L'Intelligenza Artificiale sta trasformando il lavoro quotidiano di aziende, studi professionali e organizzazioni. Dalla gestione delle email alla produzione di documenti, dall'analisi dei dati ai processi decisionali, gli strumenti basati sull'IA sono sempre più accessibili. Questa evoluzione porta nuove opportunità, ma anche responsabilità.
Con l'AI Act europeo e il Decreto Legislativo 7 ottobre 2026, n. 179, il tema delle competenze sull'Intelligenza Artificiale assume una rilevanza sempre maggiore anche sul piano normativo.
Per le imprese diventa importante comprendere quali misure adottare, quali lavoratori coinvolgere, quando occorre valutare i rischi e come organizzare un percorso di formazione efficace.
L'Intelligenza Artificiale è già in azienda. Le competenze la stanno seguendo?
Non serve sviluppare algoritmi o gestire sistemi tecnologici complessi per utilizzare l'Intelligenza Artificiale sul lavoro. Un'impiegata può utilizzare ChatGPT per predisporre una comunicazione. Un commercialista può impiegare un assistente digitale per analizzare documenti. Un responsabile commerciale può utilizzare strumenti di IA per preparare una proposta. Un ufficio HR può avvalersi di software che integrano funzionalità intelligenti. Sono situazioni sempre più frequenti. Ma utilizzare uno strumento non significa necessariamente conoscerne il funzionamento, i limiti e i rischi.
Un sistema di IA può generare informazioni inesatte, elaborare contenuti apparentemente attendibili ma sbagliati o essere utilizzato impropriamente con dati personali e informazioni aziendali riservate. Per questo l'alfabetizzazione sull'Intelligenza Artificiale non è soltanto una questione tecnologica.
È una questione di competenze, responsabilità e organizzazione del lavoro.
Che cos'è l'AI Literacy?
Con il termine AI Literacy, o alfabetizzazione in materia di Intelligenza Artificiale, si indica l'insieme delle conoscenze e delle capacità che permettono alle persone di comprendere e utilizzare i sistemi di IA in maniera informata, critica e consapevole. Non significa trasformare ogni lavoratore in un tecnico informatico. Significa permettergli di comprendere:
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Che cosa può fare l'IA e quali sono i suoi limiti.
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Come utilizzare gli strumenti nelle attività professionali.
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Quali informazioni possono essere inserite e quali devono essere protette.
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Come riconoscere errori e distorsioni nelle risposte generate.
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Quando è necessaria la supervisione umana.
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Quali responsabilità comporta l'utilizzo dell'IA.
L'obiettivo è mettere le persone nelle condizioni di sfruttare le opportunità offerte dalla tecnologia senza sottovalutarne i rischi.
AI Act: cosa prevede l'articolo 4 sull'alfabetizzazione IA?
Il Regolamento europeo sull'Intelligenza Artificiale, noto come AI Act (Regolamento UE 2024/1689), introduce un quadro di regole per lo sviluppo e l'utilizzo dei sistemi di IA. Un riferimento fondamentale per le aziende è l'articolo 4, dedicato all'alfabetizzazione in materia di Intelligenza Artificiale.
La disposizione, applicabile dal 2 febbraio 2025, richiede ai fornitori e ai soggetti che utilizzano sistemi di IA nell'ambito delle proprie attività di adottare misure per sostenere lo sviluppo delle competenze delle persone coinvolte. Queste misure devono tenere conto delle conoscenze tecniche, dell'esperienza, della formazione delle persone e del contesto nel quale vengono utilizzati i sistemi. La disciplina, aggiornata nel 2026, non impone un numero identico di ore di formazione per tutte le aziende, né richiede che ogni persona raggiunga un livello prestabilito e uniforme di alfabetizzazione. Richiede invece un approccio proporzionato agli strumenti effettivamente utilizzati. In concreto, un'impresa dovrebbe domandarsi:
Quali strumenti di IA utilizziamo? Chi li utilizza? Con quali finalità? Quali rischi devono conoscere le persone coinvolte?
Da queste risposte deve partire il percorso di alfabetizzazione.
D.Lgs. 179/2026: cosa cambia dal 23 ottobre 2026?
Il Decreto Legislativo 7 ottobre 2026, n. 179, entrato in vigore il 23 ottobre 2026, adegua la normativa nazionale ad alcune disposizioni dell'AI Act europeo. Il provvedimento affronta diversi aspetti dell'utilizzo dell'Intelligenza Artificiale, compresi i rapporti tra tecnologia, formazione, lavoro e sicurezza. Per le imprese assume particolare rilevanza l'articolo 42, dedicato alla salute e sicurezza nei luoghi di lavoro. La disposizione collega l'utilizzo dei sistemi di IA alla valutazione dei rischi nei casi in cui tali sistemi possano incidere su elementi rilevanti per la sicurezza dei lavoratori.
Si tratta di un passaggio importante: l'Intelligenza Artificiale non deve essere considerata soltanto uno strumento di produttività, ma anche un possibile fattore di cambiamento dell'organizzazione del lavoro.
Intelligenza Artificiale e DVR: quando è necessario valutare i nuovi rischi?
Il Documento di Valutazione dei Rischi, o DVR, rappresenta uno degli strumenti fondamentali previsti dalla normativa italiana sulla salute e sicurezza sul lavoro.
L'articolo 42 del D.Lgs. 179/2026 prevede che l'utilizzo di sistemi di IA che incidono sull'organizzazione del lavoro, sui ritmi produttivi, sulle modalità di esecuzione delle attività o sui processi decisionali rilevanti per la sicurezza sia considerato nell'ambito della valutazione dei rischi prevista dall'articolo 28 del D.Lgs. 81/2008.
Pensiamo, ad esempio, a sistemi che organizzano automaticamente i turni, determinano la velocità di un processo produttivo, gestiscono attività attraverso algoritmi oppure contribuiscono a decisioni che possono incidere sulla sicurezza delle persone.
In questi casi può essere necessario valutare i nuovi rischi e aggiornare la documentazione aziendale.
Questo non significa che qualsiasi utilizzo di ChatGPT comporti automaticamente l'obbligo di riscrivere il DVR.
Significa che l'impresa deve esaminare il modo concreto in cui utilizza l'IA e verificare se tale utilizzo produce rischi pertinenti per la salute e la sicurezza dei lavoratori.
Il decreto richiama inoltre l'importanza di un'adeguata informazione e formazione sui rischi specifici connessi all'utilizzo dei sistemi di IA.
Quali rischi devono conoscere i lavoratori?
Per utilizzare l'Intelligenza Artificiale in maniera consapevole è necessario conoscere alcuni rischi ricorrenti.
Errori e informazioni non attendibili
L'IA generativa può produrre risposte corrette e utili, ma anche contenuti imprecisi o completamente inventati.
Una risposta formulata con sicurezza non è necessariamente una risposta vera.
Per questo occorre verificare le informazioni importanti, soprattutto quando vengono utilizzate per decisioni professionali.
Privacy e protezione dei dati
Inserire informazioni riservate o dati personali all'interno di uno strumento non autorizzato può esporre l'impresa a problemi di riservatezza e protezione dei dati. Le persone devono conoscere le regole aziendali e comprendere quali informazioni possono essere condivise con gli strumenti utilizzati.
Bias e discriminazioni
I sistemi di Intelligenza Artificiale possono riprodurre distorsioni presenti nei dati o nei meccanismi attraverso cui vengono sviluppati. Questo aspetto è particolarmente delicato quando l'IA viene utilizzata per analizzare persone, candidati o lavoratori.
Eccessiva fiducia nell'automazione
Affidarsi automaticamente al risultato prodotto da un algoritmo può ridurre la capacità di valutazione critica. La supervisione umana rimane essenziale, soprattutto nei processi con conseguenze significative.
Impatto sull'organizzazione del lavoro
Alcuni sistemi di IA possono modificare tempi, carichi di lavoro, responsabilità e modalità operative. Anche questi effetti devono essere considerati quando incidono sulla salute e sicurezza delle persone.
Il principio è semplice: l'IA deve supportare il lavoro umano, non sostituire indiscriminatamente il giudizio e la responsabilità delle persone.
Corso di alfabetizzazione digitale e uso consapevole dell'Intelligenza Artificiale
Per aiutare imprese, studi professionali e lavoratori ad acquisire le competenze di base, G&B Partners propone un percorso formativo di quattro ore in modalità e-learning asincrona. Il corso è dedicato a chi utilizza o intende utilizzare strumenti di Intelligenza Artificiale nell'attività professionale.
Durata: 4 ore
Modalità: E-learning asincrono
Destinatari: Dipendenti, collaboratori e professionisti
Verifica: Test finale
La modalità online permette di organizzare la fruizione del percorso con flessibilità rispetto alle esigenze professionali e organizzative.
Il programma formativo
Modulo 1 — Introduzione all'Intelligenza Artificiale e quadro normativo
Il primo modulo introduce i concetti fondamentali dell'IA generativa e predittiva, le principali categorie di rischio previste dall'AI Act e il quadro normativo di riferimento.
Modulo 2 — Sicurezza delle informazioni e privacy
Il secondo modulo affronta il corretto utilizzo degli strumenti di IA in relazione alla protezione dei dati personali, alla riservatezza delle informazioni aziendali e ai principi del GDPR.
Modulo 3 — Affidabilità e supervisione umana
Il terzo modulo approfondisce errori, distorsioni algoritmiche e necessità di verificare le informazioni generate. Particolare attenzione viene dedicata al principio della supervisione umana.
Modulo 4 — Buone pratiche operative
Il quarto modulo fornisce indicazioni per integrare gli strumenti di IA nei flussi di lavoro in maniera efficiente, etica e responsabile.
Quattro ore possono essere sufficienti?
Un corso introduttivo di quattro ore può rappresentare un primo strumento concreto per sviluppare e documentare competenze di base sull'IA. La sua adeguatezza rispetto agli obblighi normativi deve però essere valutata in funzione dei sistemi utilizzati, delle mansioni e dei rischi specifici. Per alcune organizzazioni può essere opportuno integrare la formazione con approfondimenti, istruzioni operative o ulteriori misure organizzative. Il valore del corso non consiste quindi nel promettere una conformità automatica, ma nel fornire una base strutturata per utilizzare consapevolmente l'Intelligenza Artificiale.
Come organizzare l'alfabetizzazione IA nella propria azienda?
Un percorso efficace può essere costruito attraverso cinque passaggi.
1. Individuare gli strumenti utilizzati
È importante comprendere quali applicazioni e sistemi di IA siano già presenti nelle attività aziendali.
2. Identificare le persone coinvolte
Non tutti utilizzano gli stessi strumenti o svolgono attività con il medesimo livello di responsabilità.
3. Valutare i rischi
L'impresa deve considerare gli aspetti di sicurezza informatica, protezione dei dati, affidabilità delle informazioni e, quando pertinenti, salute e sicurezza sul lavoro.
4. Organizzare la formazione
I lavoratori devono poter acquisire competenze coerenti con le proprie attività. Un corso introduttivo può rappresentare una prima fase del percorso.
5. Documentare le iniziative
Conservare traccia della formazione, delle istruzioni e delle altre misure adottate permette di ricostruire il lavoro svolto e aggiornare nel tempo il percorso aziendale.
La formazione sull'IA non dovrebbe essere un episodio isolato, ma una componente dell'evoluzione delle competenze aziendali.
Cosa rischiano le aziende che non rispettano la normativa?
L'AI Act prevede un sistema sanzionatorio differenziato, con conseguenze che dipendono dalla tipologia e dalla gravità delle violazioni. Alcune infrazioni particolarmente gravi, come l'utilizzo di pratiche vietate, possono comportare sanzioni molto elevate. Tuttavia, non è corretto associare automaticamente le sanzioni massime dell'AI Act alla mancata frequenza di un corso di alfabetizzazione di quattro ore. Gli obblighi in materia di AI Literacy, le disposizioni sui sistemi ad alto rischio e gli adempimenti relativi alla sicurezza sul lavoro hanno presupposti e discipline differenti. Per le imprese il punto centrale è quindi individuare gli obblighi effettivamente applicabili e adottare misure proporzionate.
Domande frequenti sull'alfabetizzazione IA
La formazione sull'Intelligenza Artificiale è obbligatoria?
L'articolo 4 dell'AI Act richiede ai fornitori e ai soggetti che impiegano sistemi di IA di adottare misure per sostenere l'alfabetizzazione del personale e delle altre persone coinvolte nell'utilizzo dei sistemi per loro conto. Non prescrive un corso standard identico per tutte le imprese.
Tutte le aziende devono aggiornare il DVR dopo il 23 ottobre 2026?
Non automaticamente. Il D.Lgs. 179/2026 richiede di considerare nella valutazione dei rischi l'utilizzo di sistemi di IA quando incidono su aspetti dell'attività lavorativa rilevanti ai fini della salute e sicurezza.
Un corso di quattro ore permette di rispettare gli obblighi dell'AI Act?
Può costituire una misura formativa utile, ma la sufficienza del percorso deve essere valutata rispetto agli strumenti, ai ruoli e ai rischi effettivi.
Anche gli studi professionali devono occuparsi di AI Literacy?
Sì, quando utilizzano sistemi di IA nell'ambito delle proprie attività e rientrano nel campo di applicazione della normativa, devono valutare misure appropriate per le persone coinvolte.
È obbligatorio avere un attestato specifico di AI Literacy?
L'articolo 4 dell'AI Act non prevede un certificato europeo unico obbligatorio. È comunque opportuno documentare le iniziative di formazione e alfabetizzazione realizzate.
È necessario formare anche chi utilizza soltanto ChatGPT?
L'utilizzo professionale di un sistema come ChatGPT rende importante valutare le conoscenze necessarie per impiegarlo correttamente, soprattutto rispetto ad affidabilità delle risposte, protezione dei dati e limiti di utilizzo.
L'Intelligenza Artificiale può accelerare il lavoro. Le competenze permettono di governarla.
L'adozione dell'Intelligenza Artificiale non riguarda soltanto la scelta degli strumenti tecnologici. Riguarda soprattutto la capacità delle persone di comprenderli, utilizzarli criticamente e integrarli responsabilmente nell'organizzazione. Per le PMI e gli studi professionali, sviluppare competenze sull'IA significa prepararsi a un cambiamento che è già in corso. G&B Partners accompagna le imprese nello sviluppo delle competenze e propone un corso di alfabetizzazione digitale e uso consapevole dell'Intelligenza Artificiale di quattro ore in e-learning, pensato come base introduttiva per un utilizzo più sicuro e informato.
Vuoi conoscere il corso o organizzare la formazione per la tua azienda?
Contatta G&B Partners per ricevere informazioni e individuare il percorso più adatto alle tue esigenze.
Fonti normative
Articolo informativo aggiornato al 28 ottobre 2026. La valutazione degli adempimenti applicabili richiede un esame della situazione specifica dell'impresa.